Home > Blog > Architettura dell’informazione. Guida alla trovabiltà dagli oggetti quotidiani al Web

Architettura dell’informazione. Guida alla trovabiltà dagli oggetti quotidiani al Web

Abbracciando una visione pervasiva di architettura dell’informazione, il libro individua alcuni principi generali applicabili non solo al web ma a tutti i contesti dell’interazione uomo-informazione, sia fisici sia digitali.

Cosa

Il concetto di architettura dell’informazione non è proprio solo del Web, ma di ogni contesto del nostro agire quotidiano, e diviene tanto più cruciale quanto più densa e complessa è l’informazione che pervade tali contesti. Così, l’obiettivo di questo libro è individuare una serie di principi o linee guida di architettura dell’informazione, applicabili trasversalemente ai diversi contesti dell’agire quotidiano (dagli ambienti fisici a quelli digitali). Fungendo da collante fra questi ambiti, questi principi assicurano una continuità nel passaggio dall’uno all’altro, cosicché gli utenti non dovranno apprendere ogni volta un pattern differente.

Ogni capitolo segue uno schema standard: un inquadramento teorico-metodologico del tema di volta in volta affrontato, a cui segue l’analisi di alcuni casi di studio riguardanti sia lo spazio fisico (punti vendita, prodotti enogastronomici ecc.) sia quello digitale (siti web, software ecc.).

Architettura dell'informazione

Indice

Prefazione

Introduzione

Capitolo 1 – Dalla multicanalità alla convergenza
Architettura dell’informazione 3.0 – Design 3.0 – Cosa significa architettura dell’informazione 3.0? – Dall’interfaccia all’interazione – La sfida della complessità

Capitolo 2 – Borges o della coerenza
L’enciclopedia cinese vista da Foucault – L’enciclopedia cinese vista da Lakoff – Da Foucault a Battiato: l’ombrello e la macchina da cucire – Implicazioni per l’architettura dell’informazione – Caso di studio: la classificazione delle droghe – Caso di studio: una classificazione per Snoopy – Post scriptum: l’orsetto russo e le uova

Capitolo 3 – Ciascuno a suo modo o dell’enogastronomia
Il problema dei formaggi e la ricerca dell’informazione – Un modello integrato di interazione uomo-informazione – La legge del minimo sforzo – Caso di studio: il supermercato del minimo sforzo – Caso di studio: Amazon Food – Lezioni apprese: il valore delle storie

Capitolo 4 – Andare nel bosco
Raccolta delle bacche – Profumo dell’informazione – Caso di studio: raccolta delle bacche e profumo dell’informazione nei negozi – Caso di studio: raccolta delle bacche?e profumo dell’informazione nel Web

Capitolo 5 – Quando il troppo stroppia?
Scelta e stress – Coda lunga e paradosso della scelta – La legge di Hick – Organizzare, raggruppare – Contestualizzare, personalizzare

Capitolo 6 – Correlate, gente, correlate
I due assi dell’architettura dell’informazione – Circolarità dell’informazione. Dall’Orlando furioso a Pulp fiction – L’Orlando furioso di Ariosto – L’Orlando furioso di Ronconi – Dal Furioso allo spazio fisico (e digitale)

Capitolo 7 – Unificazione
Il concetto di esperienza-ponte – Complessità – Dall’artefatto al processo – iTunes + iPod – Retail design

Appendice A – Wayfinding
L’idea di spazio – Dove si trova un certo disordine nelle cose – Finding wayfinding – Il nastro di Möbius – Lo spazio del Web – Alcuni principi generali di wayfinding per il Web – Post scriptum: lo zoo di stoffa

Appendice B – Modelli di classificazione e altri concetti di base
Alcuni concetti di riferimento – Trovabilità e dintorni – Modelli di classificazione

Appendice C – Manifesti
Trasversalità dei concetti di architettura dell’informazione e trovabilità – Le cinque leggi della biblioteconomia di Ranganathan – Le 25 tesi sull’architettura dell’informazione di Hinton

Bibliografia

Indice analitico

Come

In questo libro, la mescolanza dei saperi e delle discipline è una sorta di regola aurea. Si spazia dalla letteratura (con Ariosto, Borges, Sanguineti) al cinema e al teatro (con Tarantino e Ronconi); dalla linguistica alla filosofia del linguaggio e della scienza (Lakoff, Foucault, Feyerabend); dalle scienze cognitive all’architettura dell’informazione (ovviamente). Il tutto, però, con un obiettivo ben preciso: indagare queste diverse realtà dal punto di vista dell’organizzazione dell’informazione e della trovabilità.

Perché

Il senso e il motivo ispiratore di questo libro è ben sintetizzato da queste parole di Morville:

l’architettura dell’informazione si estende ben oltre le tassonomie e il Web. […] Questo è il motivo […] per ampliare la nostra disciplina verso l’intera varietà di spazi informativi condivisi. Spazi digitali (ad es. software, siti web); fisici (ad es. musei, biblioteche, ospedali); procedurali (ad es. flussi di informazione nei processi lavorativi) – Peter Morville.

Anche nel contesto più ampio del design si stanno affacciando riflessioni ed esperienze che sembrano tracciare una nuova rotta: ben oltre lo stereotipo del design come abbellimento, il design diviene progettazione o ripensamento dell’intera azienda – in una parola di interi processi in tutta la loro complessità.

Nell’ambito di un design di terza generazione inteso come progettazione di interi processi, servizi, esperienze, l’architettura dell’informazione si pone come possibile collante fra i vari contesti di interazione uomo-informazione, da quelli fisici a quelli digitali e viceversa (è il concetto di esperienza-ponte). La compenetrazione di questi ambienti sta avanzando a ritmi tali da rendere sempre più difficile (se non poco logico) distinguere fra queste sfere d’azione.

Oggi molti processi richiedono per essere compiuti un inevitabile passaggio attraverso più dispositivi e canali, situati spesso a cavallo fra mondo fisico e mondo digitale. Considerando che ognuno di questi dispositivi ha il suo proprio sistema di organizzazione, gestione e rappresentazione dell’informazione, ciò costringe a uno sforzo notevole: la nostra attenzione sarà costretta a spostarsi continuamente dallo svolgimento del compito all’interfaccia attraverso cui, di volta in volta, dobbiamo svolgerlo.

L’architettura dell’informazione, avendo a che fare con principi in larga misura indipendenti dal mezzo e dall’ambiente a cui si applicano (ambiente fisico, software, Web ecc.), costituisce un ottimo strumento per progettare modelli di interazione trasversali a diversi canali e strumenti, capaci quindi di rimanere costanti all’interno di un intero sistema o processo, non solo di una sua parte. Dalla multicanalità si passa così alla convergenza mediante l’adozione di modelli stabili di interazione uomo-informazione. Molteplici canali, molteplici strumenti, molteplici interfacce, ma un’unica architettura informativa (un unico pattern di interazione uomo-informazione).

Anteprima

 

Articolo pubblicato originariamente il 26 novembre 2007 (data della prima uscita del libro), aggiornato in occasione della nuova edizione.