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Corso di architettura dell’informazione

L’architettura dell’informazione crea relazioni: lega i mattoncini d’informazione e dà loro senso.

Perché

L’architettura dell’informazione è spesso rappresentata come la parte sommersa di un iceberg: l’iceberg indica un qualunque sistema, un sito web o un’app, un ambiente fisico come un punto vendita, un servizio. A significare che essa è nascosta e intangibile, e proprio per questo è spesso lo strato più trascurato dello user experience design.

Eppure il suo ruolo è strategico: essa è la base irrinunciabile di qualunque user experience. Attraverso l’organizzazione dell’informazione e la relazione fra le informazioni, rende l’informazione trovabile e comprensibile; fornisce contesto, crea significato. Fornisce in definitiva l’antidoto al problema dell’information overload e della frammentazione tipici del nostro tempo.

L’architettura dell’informazione non riguarda quindi soltanto il web, ma la progettazione di ogni ambiente informativo “abitabile”.

Argomenti del corso

  • Rendere visibile l’invisibile: “vedere” l’architettura dell’informazione
  • organizzare l’informazione (knowledge organization systems)
  • progettare e valutare l’architettura dell’informazione con le persone
  • l’architettura dell’informazione oltre il web.

Cosa imparerai

Con il corso imparerai a:

  • analizzare l’architettura dell’informazione di un ambiente digitale o fisico, o di un servizio
  • progettare o ri-progettare l’architettura informativa
  • documentare l’architettura sia all’interno del gruppo di lavoro sia per il committente.

Il corso è in forma di workshop: la metodologia è quella dell’apprendere facendo.

Il corso è svolto su richiesta, in genere nella sede dell’azienda.

Perché. Ovvero: a quali problemi risponde l’architettura dell’informazione

Cominciamo dal perché. A quali domande risponde l’architettura dell’informazione? Solo così se ne può comprendere il significato. La società attuale è caratterizzata da una complessità informativa senza precedenti; in questo quadro, tre sono i problemi che l’architettura dell’informazione affronta:

  1. trovabilità – il sovraccarico informativo (information overload) che contraddistingue la nostra epoca rende spesso difficile trovare l’informazione giusta nel momento giusto
  2. comprensibilità – trovare un’informazione non basta, occorre anche che questa sia strutturata in un modo e all’interno un contesto che ne favorisca la comprensione
  3. coerenza dell’informazione fra diversi media e canali attraverso cui è distribuita – oggi le nostre ricerche di informazioni, beni o servizi si snodano in modo complesso fra molteplici dispositivi e canali, e il rischio di incoerenza o frammentazione è alto.

Le nostre esperienze, infatti, sono oggi particolarmente complesse:

  • cross- o omni-canali – abbracciano più media e canali
  • sistemiche – intrecciano prodotti, servizi, processi e persone
  • ubique – comportano un transito tra diversi ambienti e dispositivi, a cavallo tra spazio fisico e spazio digitale.

In questo quadro, l’architettura dell’informazione funge da tessuto connettivo, permette cioè di rendere coerenti e fluide queste esperienze, assicurando un modello concettuale costante nel passaggio da un punto a un altro del sistema-esperienza.


Cosa

L’architettura dell’informazione è un campo emergente e trasversale che studia l’interazione uomo-informazione con l’obiettivo di migliorare l’esperienza delle persone in tutti gli spazi informativi:

  • digitali – siti web, intranet, banche dati e motori di ricerca
  • fisici – punti vendita, musei, ospedali
  • cross-canali – servizi o esperienze che abbracciano fisico e digitale.

Si tratta di un sapere di confine situato al crocevia di discipline più tradizionali (come l’architettura, la biblioteconomia, le scienze del linguaggio) e altre più nuove (come le scienze dell’informazione, l’interazione uomo-computer, la filosofia dell’informazione).

Queste sono le definizioni di architettura dell’informazione contenute nel libro Information Architecture For The Web and Beyond, una delle fonti più autorevoli sull’argomento:

  1. il design strutturale di ambienti informativi condivisi
  2. la sintesi dei sistemi di organizzazione, etichettatura, ricerca e navigazione all’interno di ecosistemi digitali, fisici e cross-canali
  3. l’arte e la scienza di modellare prodotti ed esperienze informativi per garantire usabilità, trovabilità e comprensione
  4. una disciplina e comunità di pratica emergenti focalizzate nel portare i principi del design e dell’architettura nella sfera digitale.

Per approfondire

Indice

  1. Introduzione
  2. Classificazione
  3. Linee guida
  4. Progettare con le persone
  5. L’architettura dell’informazione oltre il web

Introduzione


Classificare l’informazione

Liste

Il modello gerarchico-enumerativo e il problema della coerenza

Il modello analitico-sintetico (o a faccette) come risposta al problema della coerenza

Modelli a confronto

Classificazione: quando usare cosa


Linee guida (euristiche)

Principi generali per l’analisi e il (re)design dell’architettura dell’informazione, applicabili non solo al web ma ad ogni spazio informativo condiviso.

  1. Coerenza (Consistency) – Coerenza: esempi e casi studio
  2. Flessibilità (Resilience) – Flessibilità: esempi e casi studio
  3. Scelta (Reduction) – Scelta: esempi e casi studio
  4. Correlazione (Correlation) – Correlazione: esempi e casi studio
  5. Place-making: – Place-making: esempi e casi studio

Progettare e testare l’architettura dell’informazione con le persone

Software


L’architettura dell’informazione oltre il web

  1. Manifesto for a pervasive information architecture (anche in italiano)
  2. The Onlife Manifesto – manifesto
  3. The Onlife Manifesto – libro completo

Dal prodotto all’esperienza: servitization, experiencialization

Oggi il design e il valore si spostano dal prodotto al servizio all’esperienza.

  1. Piattaforme e service design thinking. Servitization, ecosistemi, economia dell’esperienza
  2. Molto più di un prodotto: un’intera esperienza