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L’affordance, il flat design e la Apple

Il flat design crea molti problemi di usabilità – di affordance, soprattutto – nel momento in cui sacrifica convenzioni consolidate per un’eleganza solo apparente: è il caso di iOS 7 e Mac OS X Yosemite.

A come affordance, A come Apple. Eppure Apple scivola proprio sull’affordance. Il flat design di iOS 7 e Mac OS X 10.10 Yosemite ha parecchi problemi in questo senso. La scarsa affordance affligge soprattutto i campi per la ricerca di quasi tutte le applicazioni, e il campo per la url di Safari.

Anziché apparire come uno spazio dove si può scrivere (concavità, vuoto), il campo sembra un bottone a rilievo che si mimetizza con gli altri (convessità, pieno). Oltre a non suggerire la giusta funzione, è anche molto scomodo da usare, sia per la dimensione ridotta della font sia perché si ha la sensazione di fare qualcosa di innaturale (scrivere su un bottone anziché su un campo testo).

Affordance in Safari
Scarsa affordance e leggibilità del campo per la url in Safari.
Affordance in Chrome
Buona affordance e leggibilità del campo per la url di Chrome.

Il problema si amplifica in Safari, dato che in un browser il campo della url è un elemento fondamentale dell’interfaccia e dell’interazione. Ai problemi già descritti, si aggiunge il troncamento della url, che fa sì che sia visibile solo il dominio.

La url è anche uno strumento di orientamento: magari molti la ignorano, ma per chi la guarda una url che non cambia oltre che poco utile è perfino dannosa – scarso feedback, recall invece che recognition. È opportuno che la struttura della url rifletta l’architettura logica del sito, sia coerente con il titolo della pagina (e il link che punta ad essa) e con eventuali indicatori di posizione. Ma, soprattutto, è importante che la url sia logica, cioè comprensibile all’occhio umano e priva di inutile ‘rumore’ (tutto ciò che all’uomo non serve) come variabili, caratteri speciali ecc.

Some might argue that, in a perfect world, URLs would be used only by machines, hidden entirely from users. But in our imperfect world, users have come to depend on URLs to communicate key information as they navigate through the Web. […] Recognizing that people really do read URLs – and, in turn, making those URLs easy for people to read – is really just an extension of the user-centered philosophy of design (Garrett, User-Centered URL Design).

Per approfondire