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Come costruire una classificazione a faccette: schemi e linee guida

Una volta che abbiamo deciso di adottare una classificazione a faccette, in base a quale criterio scegliamo le proprietà da usare come faccette?

Indice

  1. La classificazione a faccette
  2. Linee guida per la definizione delle faccette
  3. Lo schema a 5 categorie di Ranganathan
  4. Lo schema a 13 categorie del Classification Research Group
  5. Ruolo del contesto
  6. Esempi e case study

La classificazione a faccette (faceted classification)

La classificazione a faccette è un modello di classificazione alternativo a quello ad albero (la tassonomia). Il nome è la traduzione poco felice dell’inglese faceted classification – in inglese facet significa aspetto, proprietà. La classificazione a faccette non considera l’elemento da classificare come un tutt’uno indivisibile, da collocare in una classe o in un’altra, ma lo scompone in più aspetti o proprietà. Ciascuna proprietà è una “faccia-faccetta” dell’oggetto, e ciascuna faccia-faccetta un diverso criterio per ricercare l’oggetto. Un sistema di questo tipo è in grado così di soddisfare contemporaneamente molteplici modelli mentali, tanti quante sono le faccette.

Per approfondire

Funzionamento ed esempi di applicazione al web:
Classificazione a faccette. Cos’è e come funziona

Linee guida per la definizione delle faccette: l’analisi a faccette

L’analisi a faccette è il processo impiegato per definire quali proprietà dell’oggetto da classificare utilizzare come faccette. Si tratta di un processo di scomposizione di un elemento complesso in aspetti o proprietà più semplici (le faccette, appunto). Per farlo, esistono delle linee guida.

Ranganathan prima e il Classification Research Group poi hanno messo a punto degli “schemi generali” da utilizzare come modello per l’analisi a faccette, per evitare di ripartire ogni volta da zero. Ranganathan è il papà della classificazione a faccette; il Classification Research Group è il gruppo che ha proseguito la ricerca sulla classificazione a faccette dopo Ranganathan. Questi schemi indicano quali dimensioni-proprietà dell’oggetto considerare di volta in volta per ricavare le faccette. Ogni categoria funziona come una sorta di proto-faccetta.

La classificazione a faccette non considera l’elemento da classificare come un tutt’uno, ma lo smonta come fosse una costruzione Lego (foto di Mr.TinDC)

Lo schema a 5 categorie di Ranganathan

Ranganathan ha messo a punto uno schema a 5 categorie:

  • personalità
  • materia
  • energia
  • spazio
  • tempo

La personalità è l’oggetto di cui si parla, l’interesse principale di una disciplina o attività. Al posto di personalità, il Classification Research Group usa il termine entità o sistema. Poniamo di dover classificare a faccette una serie di libri o articoli sull’architettura dell’informazione – intesa nella sua accezione più ampia di design di qualunque spazio informativo, fisico o digitale che sia. In tal caso: personalità = spazi informativi progettati dall'architettura dell'informazione.

La materia è l’insieme delle caratteristiche/proprietà dell’oggetto: proprietà, tipo, materiale, strumenti… possono essere interpretati tutti come materia. Riprendendo l’esempio precedente dei libri sull’architettura dell’informazione: materia = tipi di spazi informativi: musei, stazioni, siti web, app, ecc.

L’energia, o attività secondo il Classification Research Group, sono le azioni o fenomeni che riguardano l’oggetto. Nel nostro esempio: energia = attività che l'architetto dell'informazione svolge.

Lo spazio è qualunque tipo di dimensione geografica, politica, spaziale. Il tempo qualunque tipo di caratteristica storica, cronologica o temporale. Ma attenzione: nel caso di un documento (un libro, un film, un’opera d’arte…), vale a dire tutto ciò che ha un contenuto semantico, spazio e tempo non sono riferiti al documento in sé, ma al contenuto. Nel caso dei libri sull’architettura dell’informazione, il tempo non è l’anno di pubblicazione del libro ma il tempo a cui si riferiscono i contenuti del libro. Allora, come tempo potremmo considerare il 20°-21° secolo. O potremmo individuare più periodi, dalle origini storiche della classificazione fino al web. Ma potremmo anche decidere che la categoria tempo è poco rilevante per noi, e non considerarla.

Questi schemi sono infatti una guida, una sorta di griglia: usiamo solo le categorie che sono pertinenti/rilevanti per il nostro argomento e scopo, e ignoriamo quelle che non lo sono.

I “round”

Lo schema di Ranganathan può essere applicato in modo ricorsivo – Ranganathan parla di round. Nel caso di argomenti/oggetti complessi, infatti, potremmo individuare 2 (o più) personalità, 2 o più materie, ecc. L’idea è quindi che lo schema può essere applicato più volte (in più round): nel 1° round isolo una personalità 1, una materia 1, e così via; nel 2° round isolo una personalità 2, una materia 2, e così via.

Tornando al nostro esempio dei libri sull’architettura dell’informazione, potremmo considerare: personalità 1 = architettura dell'informazione; personalità 2 = spazi informativi. Se i libri sono tutti focalizzati solo sull’architettura dell’informazione, la personalità 1 sarebbe sottintesa, e quindi potrebbe non comparire affatto. Ma se la nostra collezione contiene anche libri su temi collegati, come l’usabilità, lo user experience design ecc., allora potrei considerare questi come personalità 1.

Lo schema a 13 categorie del Classification Research Group

Per ovviare all’ambiguità o polivalenza di alcune categorie dello schema di Ranganathan, il Classification Research Group ha messo a punto uno schema più dettagliato a 13 categorie. Le categorie di Ranganathan sono cioè state scomposte in più categorie.

  • Oggetto, altrimenti detto entità o sistema. Equivalente all’uso più semplice della categoria Personalità di Ranganathan, riguarda l’interesse principale o l’oggetto di qualsiasi disciplina (le piante in botanica, le sostanze in chimica, le nazioni in storia). Questa categoria contiene perlopiù oggetti fisici, oppure aggregazioni di oggetti in sistemi.
  • Tipo: questa categoria, indicante in generale una relazione genere-specie con Oggetto, contiene raggruppamenti generali ampi di concetti (es. strumenti a fiato, come Tipo dell’oggetto strumenti musicali).
  • Parte: componenti e sottosistemi di Oggetto (es. l’Oggetto bicicletta ha per Parti: ruote, pedali, freni, gomme; l’Oggetto cellula ha per Parti: nuclei, vacuoli, apparati di Golgi).
  • Proprietà: proprietà e caratteristiche dell’Oggetto. Talvolta difficili da distinguere da Tipo in alcune circostanze, ma generalmente hanno natura astratta piuttosto che concreta (es. l’Oggetto bicicletta ha per Tipi: da montagna, da corsa, da turismo, mentre per Proprietà: peso, efficienza, velocità).
  • Materiale: equivalente alla categoria [Materia di Ranganathan]. Rappresentato da materiali grezzi, componenti ed elementi, è più fondamentale di Parte (es. l’Oggetto casa ha per Parti: tetto, muri, finestre, fondamenta, i quali consistono dei Materiali: legno, mattoni, tegole, vetro).
  • Processo: prima fra le due categorie di energia o attività, Processo è rappresentato da azioni intrinseche e spontanee all’interno di entità o sistemi – azioni che “avvengono da sole”. Esempi sono solitamente i verbi intransitivi (o gli equivalenti nominali), come: crescita, cambiamento, malattia, flusso.
  • Operazione: azioni determinate da un agente esterno — azioni che vengono “fatte a” un’entità o sistema dall’esterno. Esempi sono solitamente i verbi transitivi, come: sperimentare, tagliare, costruire, mangiare.
  • Prodotto: esiti o risultati di processi in, o di operazioni su, entità; solitamente consistono in prodotti fisici, come cibi, farmaci o tessuti in agricoltura e orticoltura. Questa categoria è in gran parte limitata all’area della tecnologia, ed è generalmente assente nelle arti e nelle discipline umanistiche e sociali.
  • Sottoprodotto: autoesplicativo; analogamente alla precedente, è un’altra categoria tecnologica.
  • Paziente: il destinatario di operazioni, quando è diverso dalla categoria Oggetto o entità, come normalmente è. Di nuovo, i casi sono in gran parte tecnologici; per esempio, in ingegneria, dei buchi (Paziente) possono essere impressi (Operazione) in componenti (Parte) per macchinari.
  • Agente: i mezzi attraverso i quali delle Operazioni vengono effettuate; gli Agenti possono essere in genere distinti in persone e strumenti o attrezzature, e a un livello complesso possono essere rappresentati da istituzioni. Le due categorie di agenti possono presentarsi insieme; es. in medicina un chirurgo (Agente persona) può asportare del tessuto utilizzando un laser (Agente strumento).
  • Spazio: qualsiasi tipo di dimensione politica, fisiografica o spaziale (es.: gli USA, montuoso, interno).
  • Tempo: qualsiasi tipo di caratteristica storica, cronologica o temporale (es.: medievale, permanente, notturno).

Lo schema è estratto da: Vanda Broughton, Una classificazione per il 21′ secolo. Principi e struttura della Classificazione bibliografica Bliss.

Ruolo del contesto

Gli schemi generali elaborati da Ranganathan e dal Classification Research Group per derivare una classificazione a faccette sono una guida, non possono essere applicati in modo aprioristico. Sono una sorta di framework che va necessariamente adattato al contenuto, agli obiettivi e al pubblico a cui è applicato. Solo tale contesto può fornirci indicazioni sul modo migliore per ricavare le faccette. Proprio in virtù della loro palese generalità (che alcuni vedono come un difetto), questi schemi possono adattarsi a ogni situazione. Una volta costruita l’impalcatura, il sistema va però adeguato ai bisogni specifici. Concretamente possiamo:

  • scartare alcune categorie/faccette
  • scegliere un vocabolario appropriato per etichettarle
  • a livello di interfaccia, dare maggiore rilevanza ad alcune rispetto ad altre; ad es. rendendo subito visibili le principali, e solo in un secondo momento le altre.