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La classificazione a faccette. Cos’è e come funziona

La classificazione a faccette sfrutta un sistema di attributi mutuamente esclusivi, rappresentanti ciascuno un proprietà dell’oggetto, e capaci nel loro insieme di descrivere esaustivamente l’oggetto stesso.

Indice

  1. Panoramica
  2. Funzionamento
  3. Classificazione a faccette vs classificazione ad albero
  4. Quando usare la classificazione a faccette
  5. Esempi e interfacce

Panoramica

La classificazione a faccette o multidimensionale è un sistema di classificazione dell’informazione elaborato in ambito bibliotecario come alternativa agli schemi di classificazione ad albero (o tassonomie: come la tassonomia di Linneo, la classificazione decimale Dewey, il file system dei sistemi operativi). Benché riconosciuta come più potente dei sistemi tradizionali, la classificazione a faccette non si è mai imposta come standard in ambito bibliotecario. È stato l’avvento dell’architettura dell’informazione per il web a rilanciare questo sistema: la sua versatilità lo rende infatti particolarmente adatto all’ambiente digitale e all’ipertestualità su cui poggia il web.

La classificazione a faccette sfrutta un sistema di attributi (metadati) mutuamente esclusivi, rappresentanti ciascuno un aspetto o proprietà persistente dell’oggetto e capaci – nel loro insieme – di descrivere esaustivamente l’oggetto stesso. Tali attributi sono detti faccette (traduzione impropria dell’inglese facet: aspetto, proprietà), e sono contraddistinti da queste peculiarità:

  • sono invariabili dal punto di vista semantico: ad es. la proprietà colore di un vino può variare in termini di valori che può assumere – bianco, rosso ecc. – ma è invariabile come concetto: il vino avrà sempre un colore
  • costituiscono un insieme aperto, per cui è sempre possibile aggiungere nuove faccette a quelle già esistenti
  • sono utilizzabili come attributi di ricerca sia singolarmente sia in combinazione.

Tali caratteristiche rendono particolarmente efficace l’adozione di questo sistema in ambienti digitali, perché garantiscono maggiore elasticità e velocità.

Classificazione a faccette in Wine.com
La classificazione a faccette di Wine.com

Funzionamento

Per fare un esempio concreto, poniamo di dover costruire un catalogo di vini. Potremmo allora rappresentare ciascun vino mediante questo set di proprietà o faccette:

  • colore
  • vitigno
  • regione di provenienza
  • anno
  • produttore

Ciascuna faccetta assumerà quindi diversi valori (chiamati anche fuochi):

  • colore
    • rosso
    • bianco
    • rosato
  • vitigno
    • aglianico
    • cabernet
    • merlot
    • sangiovese
    • ecc.
  • regione
    • Valle d'Aosta
    • Piemonte
    • Liguria
    • Lombardia
    • ecc.
  • anno
    • elenco cronologico delle annate
  • produttore
    • elenco alfabetico delle cantine

Così, una bottiglia di Sagrantino di Montefalco del 2008 è descritta da queste faccette:

  • colore: rosso
  • vitigno: Sagrantino
  • regione: Umbria
  • anno: 2008
  • produttore: tutte le cantine che nel 2008 hanno prodotto Sagrantino di Montefalco.

Ciò significa che è possibile ricercare questo vino utilizzando una sola delle sue faccette, oppure una combinazione di esse; è possibile in ogni momento introdurre nuove faccette (ad es. caratteristiche organolettiche, abbinamenti, ecc.), senza alterare il resto dello schema; è possibile in ogni momento eliminare o nascondere una o più faccette, senza alterare il resto dello schema.

Ora proviamo con i formaggi, un ottimo abbinamento con il vino.

  • Tipo di latte
    • vaccini
    • pecorini
    • caprini
    • bufalini
    • misti
  • temperatura di lavorazione
    • crudi
    • semicotti
    • cotti
  • grado di maturazione
    • freschi
    • stagionati
  • percentuale di grasso
    • grassi
    • semigrassi
    • magri
  • azione di muffe o batteri
    • erborinati
    • a crosta fiorita
    • a crosta lavata
  • abbinamenti
    • conserve
    • mieli
    • mostarde
    • vini

Classificazione a faccette vs classificazione ad albero

Nei sistemi di classificazione ad albero (detti anche tassonomie o sistemi gerarchico-enumerativi), ogni elemento è classificato sotto una e una sola categoria. Esso possiede una corretta e univoca collocazione all’interno di un unico schema, ampio e gerarchicamente molto profondo, e può essere ritrovato attraverso un percorso a gradini categoria padre > categoria figlio. (Giovanni Maria Sacco definisce le tassonomie tradizionali come dei codificatori di proprietà che, partendo dalla categoria-padre generano via via categorie-figlie mediante l’aggiunta di nuove proprietà). I sistemi di questo tipo sono quindi monodimensionali (viene applicato un solo criterio di divisione alla volta, uno per livello), e molto estesi in profondità. Essi costituiscono una sorta di ‘recipienti’ chiusi, disposti come in una matrioska.

Tornando al nostro esempio dei vini, in un sistema ad albero potrebbero essere classificati in questo modo:

  • colore
    • regione
      • denominazione (zona di produzione)
        • produttore

Nella classificazione a faccette ciascuna proprietà del vino (colore, regione, ecc.) è un attributo indipendente, che giace sullo stesso livello degli altri, e che può essere usato come criterio di ricerca singolarmente o in combinazione con gli altri. Nel sistema ad albero, invece, ciascuna di queste proprietà è incastonata all’interno dell’altra, come in una matrioska: il risultato è che per poter scegliere il produttore dobbiamo prima scegliere (e conoscere) il colore, la regione e la denominazione.

Ciò rende i sistemi ad albero particolarmente rigidi. La classificazione a faccette, al contrario, è estremamente elastica e versatile. I principali tratti distintivi di un sistema a faccette sono:

  • pluridimensionalità: inversamente ai sistemi tradizionali, nei sistemi a faccette, ogni oggetto è classificato secondo una pluralità di attributi (detti – appunto – faccette)
  • scalarità: è sempre possibile aggiungere una nuova faccetta descrittiva di un nuovo aspetto dell’oggetto
  • flessibilità: esiste una pluralità di chiavi di accesso parallele (faccette); ogni oggetto può essere reperito utilizzando alternativamente l’uno o l’altra faccetta, oppure più faccette in combinazione. Questo permette di soddisfare molteplici modelli mentali.

Quando usare la classificazione a faccette

Non c’è un modello di classificazione migliore o peggiore, ma solo più o meno appropriato a un certo scopo. Il confronto tra classificazione a faccette e classificazione ad albero non va posto in termini di superiorità o inferiorità: ciascun modello porta con sé pregi e difetti; è più adatto in certi contesti e meno in altri.

Un prerequisito fondamentale per poter applicare le faccette è l’omogeneità degli oggetti che si vogliono classificare. Il processo di scomposizione di un insieme di oggetti attraverso proprietà comuni, infatti, è possibile solo se gli oggetti sono relativamente omogenei fra loro: luoghi o itinerari turistici, ricette ecc. Diversamente è impossibile individuare delle proprietà comuni: è impossibile strutturare a faccette un intero ipermercato; è possibile invece applicare le faccette a un singolo reparto.

Le faccette sono adatte quando:

  • dobbiamo indicizzare contenuti specializzati
  • vogliamo fornire un accesso multidimensiona­le agli oggetti di una collezione, per soddisfare molteplici modelli mentali
  • la collezione di oggetti da classificare è soggetta a crescita e modifiche frequenti.

Esempi e interfacce

Oggi, adottano sistemi a faccette la maggioranza degli e-commerce; molti sistemi di gestione documentale; database e motori di ricerca specializzati. Ecco alcuni esempi.

E-commerce

Classificazione a faccette in Getty Images
Il sistema a faccette (filtri) di Getty Images.

Archivi e banche dati

Classificazione a faccette Piccolo Teatro di Milano
Archivio a faccette del Piccolo Teatro di Milano.

Motori di ricerca

Elastic Search

Ambienti fisici (internet of things)

WineM

Per approfondire

Come costruire una classificazione a faccette: schemi e linee guida

La classificazione a faccette e gli altri schemi di classificazione sono approfonditi nel mio libro Sense-making. Organizzare il mare dell’informazione e creare valore con le persone

Sense-making. Organizzare ilmare dell'informazione