Guida all’architettura dell’informazione

L'architettura dell'informazione è l'organizzazione di informazioni, percorsi, oggetti all'interno di qualunque ambiente, fisico o digitale. Garantisce orientamento, trovabilità, senso, e è alla base di ogni progetto di user experience design.

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Indice

Cos’è l’architettura dell’informazione

L’architettura dell’informazione è l’organizzazione dell’informazione all’interno di un ambiente fisico o digitale. Garantisce orientamento, trovabilità, senso, è alla base di ogni forma di user experience design. Ma siccome oggi tutto è informazione, l’architettura dell’informazione riguarda potenzialmente qualunque tipo di ambiente. È architettura dell’informazione l’organizzazione di un negozio, di un museo, di un aeroporto; di una app o di un sito web; del percorso di un paziente (e delle sue informazioni) dall’arrivo in ospedale fino alla dimissione, e così via.

architettura (scienza e arte del progettare e costruire) + informazione (scambio di informazioni; elemento conoscitivo) = architettura dell'informazione

L’architettura dell’informazione riguarda l’organizzazione e la semplificazione delle informazioni, la progettazione e l’integrazione di spazi o sistemi d’informazione; riguarda la progettazione dei modi con cui le persone possono trovare, comprendere, scambiare e gestire l’informazione. Gli architetti dell’informazione non si limitano a progettare singoli spazi informativi (siti web, software, applicazioni…), ma anche ecosistemi informativi che integrano media e canali eterogenei.

Questa è la definizione proposta da Wei Ding e Xia Lin nel libro Information Architecture: The Design and Integration of Information Spaces. È una definizione sintetica, semplice, e soprattutto estesa – cioè non circoscritta al digitale.

Mentre questa è la definizione di Lou Rosenfeld, Peter Morville e Jorge Arango nel libro Information Architecture (4 ed.), considerato il punto di riferimento nel settore:

– Il design strutturale di ambienti informativi condivisi.
– La sintesi dei sistemi di organizzazione, labeling, ricerca e navigazione all’interno di ecosistemi digitali, fisici o omnicanali.
– L’arte e la scienza di modellare prodotti ed esperienze per favorire l’usabilità, la trovabilità, e la comprensibilità.
– Una disciplina e una comunità di pratica emergenti volte a trasferire i principi del design e dell’architettura nello scenario digitale.

Oggi qualunque ambiente è un “ambiente informativo”: svariate discipline, dalla fisica alla biologia alla filosofia, suggeriscono che l’informazione è la sostanza prima del mondo. Ecco perché possiamo parlare semplicemente di architettura dell’informazione come “design strutturale di un ambiente”; dove per “design strutturale” intendiamo la logica dei percorsi, delle informazioni e di qualunque elemento caratterizza tali ambienti.

L’architettura dell’informazione come “sensemaking”

In realtà, dare una definizione univoca dell’architettura dell’informazione non è affatto facile, perché si tratta di un sapere sorto all’incrocio di più discipline. Esistono quindi molteplici definizioni. Che tendono tuttavia a polarizzarsi verso due orientamenti principali: uno più “ristretto” e uno più “ampio”. Quello ristretto tende a legare l’architettura dell’informazione alla progettazione di artefatti digitali (siti web, applicazioni ecc.). Quello ampio, all’opposto, enfatizza la trasversalità dell’architettura dell’informazione, il suo ruolo di collante tra media e canali eterogenei. A questa dialettica ci si riferisce spesso con la formula “little vs big information architecture” o “classic vs pervasive information architecture“.

Nell’accezione più ampia, allora, l’architettura dell’informazione è anzitutto creazione di senso (sensemaking). Concorre a definire il significato di un ambiente o di un ecosistema informativo, fa sì che il significato si mantenga integro quando ci spostiamo da un punto all’altro del sistema, e ne influenza l’esperienza (user experience).

Storia dell'architettura dell'informazione
Evoluzione dell’architettura dell’informazione: classica – 1990-2000 ca.: il focus è sulla progettazione di siti web; pervasiva – 2000-oggi: il focus è sulla progettazione di ecosistemi informativi fisico-digitali. (Fonte: Resmini & Rosati, A Brief History of Information Architecture).

Manifesto per l’architettura dell’informazione pervasiva – una visione allargata dell’architettura dell’informazione, oltre il web.


Perché è importante

Una società informazione-dipendente

Siamo una società informazione-dipendente. Non solo pervasa dall’informazione, ma incapace di sopravvivere senza l’informazione. Il filosofo dell’informazione Luciano Floridi ha scritto che oggi viviamo nell’iperstoria, perché la nostra società non solo è contraddistinta da una sovrabbondanza d’informazione ma è dipendente dall’informazione stessa. Almeno il 70% del prodotto interno lordo delle società più industrializzate è legato a beni intangibili basati sull’informazione, anziché a beni tangibili derivanti dall’agricoltura o dall’industria manifatturiera.

In questo scenario, assistiamo da un lato a una proliferazione d’informazione senza precedenti, dall’altro a un consumo sempre più frammentato e ubiquo di questa informazione stessa. Al sovraccarico informativo si è accompagnata nel tempo anche una moltiplicazione dei canali e dei dispositivi, che fa sì che l’informazione si disperda in mille rivoli.

Onlife

I confini tra fisico e digitale si sono ormai dissolti; nel nostro quotidiano transitiamo continuamente dal fisico al digitale, da un ambiente all’altro, usando spesso più dispositivi contemporaneamente. Questi “spazi” non sono più alternativi l’uno all’altro (o questo o quello), ma complementari (questo e quello): l’azione iniziata su un dispositivo prosegue in un altro. Luciano Floridi ha definito questo scenario col neologismo onlife. Tale scenario è contemporaneamente una ricchezza e un limite: la parcellizzazione porta con sé il rischio della frammentazione, della perdita del contesto e quindi del senso.

“Onlife”. Progettare esperienze tra fisico e digitale

Il valore delle relazioni

L’informazione in quanto tale si è ormai trasformata in una commodity, una materia prima. Ciò che aggiunge valore all’informazione è la (cor)relazione con altre informazioni, relazione in grado di collocare il frammento in un quadro più ampio, capace di fornire contesto e senso. Le relazioni sono l’antidoto alla frammentazione tipica del nostro tempo.

L’architettura dell’informazione progetta relazioni in grado di tenere assieme i frammenti d’informazione, dare dare loro un senso o far sì che non lo perdano. Le relazioni sono i legami che danno significato a un insieme di elementi isolati, che trasformano un insieme più o meno disseminato in un sistema. L’architettura dell’informazione ha quindi a che fare con sistemi complessi, più precisamente con ecosistemi.

Oggi siamo ciò che connettiamo – scrive Federico Badaloni. Le relazioni fra gli elementi contano più degli elementi stessi. Possiamo comprendere meglio quale valore abbiano oggi queste relazioni se guardiamo a un altro fenomeno tipico di questi anni: la servitization. La servitization è la capacità di un’organizzazione di innovare e creare valore aggiunto attraverso il passaggio dalla vendita di prodotti alla vendita di un sistema di prodotti e servizi.

Così Netflix non offre semplicemente un servizio di streaming video, ma una nuova esperienza di visione attraverso un sofisticato meccanismo di correlazione e personalizzazione, che suggerisce in automatico nuovi film da vedere sulla base di quelli già visti. Lo stesso fa Spotify con la musica. Questo è reso possibile da una raffinata architettura informativa soggiacente, che funge da motore di correlazione fra i film o i brani. Anche nel mondo dei media più in generale accade qualcosa di simile. Pensiamo ai fumetti, alle serie tv, ai libri e ai fenomeni di serializzazione e di convergenza che portano ognuno di questi generi a ibridarsi con gli altri generando veri e propri ecosistemi.

Ecosistemi, relazioni, narrazioni – il valore delle relazioni nello user experience design.


Architettura dell’informazione e user experience design: quale rapporto?

Come l'architettura dell'informazione influenza la user experience
Il Vietnam Veterans Memorial

Organizzare in un certo modo uno spazio informativo significa dare forma a quello spazio, attribuirgli un’identità e un senso. Significa modellare l’esperienza di chi lo attraversa o lo vive. Così ogni architettura dell’informazione crea una visione del mondo, influenza la nostra percezione della realtà, e plasma inevitabilmente la nostra esperienza.

Fra architettura dell’informazione e user experience c’è quindi un legame profondo: l’organizzazione logica e semantica di un ambiente è la base di ogni experience design.

Come l’architettura dell’informazione plasma l’esperienza. La storia del Vietnam Veterans Memorial


Esempi e case history

Come si progetta l’architettura dell’informazione di un sito web, una app o un’esperienza omnichannel (fisico + digitale): ecco una raccolta di case history.

Siti web

App e piattaforme

Ambienti fisici e omnichannel

Altre case history


Come ricerchiamo l’informazione: information seeking

L’information seeking (o information seeking behaviour) è un campo delle scienze sociali e delle scienze dell’informazione che studia il modo in cui le persone cercano e usano l’informazione. Questo ambito ha acquisito nuova popolarità grazie alla human-computer interaction: comprendere le strategie che guidano la ricerca dell’informazione è infatti fondamentale per progettare ambienti informativi human-centered.

Le strategie che usiamo per la ricerca dell’informazione sono le stesse che i nostri antenati del paleolitico superiore utilizzavano per la ricerca del cibo: l’area antica del nostro cervello preposta alla ricerca del cibo è stata in seguito adattata alla ricerca dell’informazione. Le nostre scelte sono guidate quindi da comportamenti acquisiti nel corso di millenni e da una generale propensione al minimo sforzo. Nella ricerca dell’informazione tendiamo cioè a utilizzare le strategie che richiedono minor costo cognitivo; solo se queste falliscono o se il nostro obiettivo è particolarmente rilevante passiamo a quelle più costose. Questo ha importanti ricadute sul modo in cui dovremmo progettare.

Quattro strategie fondamentali di ricerca dell’informazione


Strumenti e metodi dell’architetto dell’informazione

Card sorting

Il card sorting è uno strumento per coinvolgere le persone nella progettazione dall’architettura dell’informazione di un ambiente. Serve a far emergere i modelli mentali delle persone, cioè il modo in cui le persone organizzano mentalmente informazioni, prodotti, concetti. Ai partecipanti viene chiesto di raggruppare in categorie una serie di cartoncini su cui sono riportate le etichette degli elementi che si vogliono classificare.

Guida al card sorting

Tree testing

Il tree testing è un test di trovabilità che serve a valutare la capacità delle persone di trovare un elemento all’interno di un sito o altro ambiente. È il rovescio del card sorting. Ai partecipanti viene chiesto di localizzare un’informazione navigando un menu testuale che rispecchia l’architettura del sistema. Proprio perché l’obiettivo è valutare l’architettura informativa, il test avviene attraverso un menu nudo, senza nessun altro elemento di interfaccia.

Tree testing. Come testare l’alberatura di siti e app

Free listing e valutazione d’importanza

Il card sorting presuppone che i contenuti da organizzare siano già definiti. In caso contrario possiamo utilizzare il free listing: questo metodo invita i partecipanti a indicare quali elementi si aspettano di trovare in un determinato ambiente (sito web, app ecc.). Successivamente possiamo sottoporre i risultati del free listing a una valutazione d’importanza, specie se i risultati sono molto numerosi.

Free listing e valutazione d’importanza

Test di usabilità

Anche i test di usabilità possono essere impiegati per valutare l’architettura informativa. Formulando i compiti in modo opportuno, il test di usabilità può aiutarci a valutare orientamento, trovabilità, comprensione. Questo tipo di test avviene su wireframe o prototipi più o meno definiti, e è quindi un necessario complemento al tree testing che avviene invece solo sull’architettura.

Il metodo che consiglio per questo tipo di test, almeno per quelli di routine, è quello semplificato proposto da Steve Krug. In Italia, un metodo simile è stato messo a punto dal Gruppo di Lavoro per l’Usabilità (GLU) coordinato da Simone Borsci e Maurizio Boscarol.

Test per il micro-copywriting

Ci sono strumenti e metodi appositi per testare con le persone gli elementi testuali di un’interfaccia che sono parte integrante dell’architettura informativa, come le voci di menu e le etichette in genere, le call to action, e tutti quei microtesti che aiutano le persone a orientarsi e a muoversi. Questi elementi possono essere valutati isolatamente, all’interno di prototipi a bassa o alta fedeltà, o nel loro ambiente effettivo.

Test per lo ux writing: valutare con le persone testi e microtesti

Intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale, e in particolare i cosiddetti LLM come ChatGPT, è un ottimo partner per le attività dell’architetto dell’informazione. Tutto il design ruota attorno al linguaggio, o perché riguarda direttamente tassonomie, menu, etichette; o perché si serve del linguaggio per definire questi e altri aspetti. In questa prospettiva i LLM non vanno intesi come “distributori automatici”, ma piuttosto come “interlocutori” con cui dialogare per raffinare un’ipotesi di partenza, generare varianti alternative e così via.

Architettura dell’informazione con l’intelligenza artificiale


Libri

In inglese

Designing Information Architecture: A practical guide to structuring digital content for findability and easy navigability. È il libro più completo sull’architettura dell’informazione. Online si può leggere il capitolo 3, Design Principles.

Information Architecture: For the Web and Beyond. La nuova edizione, alleggerita e aggiornata, resta il punto di accesso principale all’architettura dell’informazione. Online si possono leggere i capitoli 1. The Problems That Information Architecture Addresses e il 5. Design for Understanding.

A Practical Guide to Information Architecture (2nd edition) è una guida pratica all’architettura dell’informazione, focalizzata sul design o redesign di siti web e intranet.

In italiano

Sense-making. Organizzare il mare dell’informazione e creare valore con le persone. Un libro agile sui sistemi di organizzazione dell’informazione, i metodi per progettarli e testarli con le persone.

Intranet Information Architecture. Progettare l’architettura informativa delle intranet di nuova generazione. Anche se riferito principalmente alle intranet, i metodi e gli strumenti descritti nel libro sono validi per qualunque progetto digitale.