Guida al card sorting

Il card sorting è una tecnica di co-design per progettare l’architettura dell’informazione di un sito web, una app, o uno spazio fisico: come si fa, quante persone coinvolgere, come analizzare i risultati, esempi.

Indice dei contenuti

Cos’è e come funziona il card sorting

Una sessione di card sorting per progettare con le persone l'architettura dell'informazione

Il card sorting è una tecnica di design partecipativo per progettare l’architettura dell’informazione di un sito web, una app, o uno spazio fisico. Questa tecnica coinvolge direttamente le persone nel processo di design, in modo che l’organizzazione dell’ambiente rispecchi la logica di chi dovrà utilizzarlo, migliorando sia la trovabilità sia la comprensibilità dell’informazione. È uno strumento per far emergere i modelli mentali delle persone, per comprendere cioè il modo in cui le persone organizzano mentalmente informazioni, prodotti, concetti.

Il card sorting è una tecnica impiegata da tempo nelle scienze sociali, già prima dell’avvento del web, e ripresa in tempi più recenti dallo user experience design. Ai partecipanti viene chiesto di raggruppare in categorie una serie di cartoncini (cartacei o digitali) sui quali sono riportate le etichette degli elementi che si vogliono classificare. Possiamo applicare questa tecnica sia a un intero ambiente (app, sito web, punto vendita ecc.) sia a una sua sezione specifica.

La guida migliore alla preparazione, allo svolgimento e all’analisi dei risultati del card sorting è quella della Interaction Design Foundation: Card Sorting: How To Get Started.

Varianti: un card sorting per ogni esigenza

Card sorting “in gioco”: classifichiamo gli item della canzone Nuntereggae più di Rino Gaetano.

Esistono più varianti di card sorting, ciascuna adatta a situazioni, obiettivi, vincoli specifici. Le varianti derivano dalla diversa combinazione di alcune proprietà fondamentali:

  • velocità di esecuzione
    • classico
    • semplificato (o Delphi)
  • apertura
    • aperto
    • chiuso
    • ibrido
  • moderazione
    • moderato
    • non moderato
  • persone coinvolte
    • individuale
    • collaborativo.

Queste proprietà si comportano a tutti gli effetti come faccette: possono cioè essere combinate fra loro dando vita a molteplici varianti: ad es. semplificato + collaborativo; classico + aperto + non moderato; e così via.

Questa distinzione, che potrebbe sembrare un po’ pedante e accademica, è in realtà preziosa, perché rende questo strumento malleabile, adattabile ai diversi contesti. Se abbiamo poco tempo o poco budget non significa che dobbiamo rinunciarvi, basterà scegliere una variante più veloce. Insomma, combinando fra loro le varie faccette, possiamo plasmare lo strumento in base alle nostre esigenze e ai nostri vincoli.

Card sorting classico vs semplificato (Delphi)

Card sorting semplificato per l'internet banking di Intesa Sanpaolo
Foto e copyright: Accenture Song e Intesa Sanpaolo.

Nel card sorting classico ciascun partecipante esegue l’attività partendo da una tabula rasa: deve cioè classificare i cartoncini da zero. I risultati sono quindi comparati fra loro mediante cluster analysis per individuare i raggruppamenti più comuni.

Nel card sorting semplificato (o Delphi card sorting) ciascun partecipante lavora su un’architettura informativa già data: i cartoncini sono cioè già classificati. Il primo partecipante lavora su un’architettura-zero che può essere quella dell’ambiente che stiamo riprogettando, o il risultato di una ricerca precedente, o il frutto di una prima progettazione a tavolino. I partecipanti successivi al primo lavorano ciascuno sull’output del partecipante precedente. Ogni partecipante modifica l’architettura elaborata da quello precedente. Ciascun partecipante può:

  • spostare i cartoncini da una categoria a un’altra
  • modificare o creare nuove categorie
  • modificare i nomi delle categorie o dei cartoncini
  • aggiungere o eliminare alcuni cartoncini.

Il Delphi è un metodo previsionale, sviluppato in ambito militare, che aiuta un gruppo di esperti a confluire velocemente verso un’ipotesi condivisa. La sua applicazione al card sorting è stata messa a punto dalla ricercatrice americana Celeste Lyn Paul. Il Delphi card sorting è una variante più veloce ed economica rispetto alla versione classica. È facile da realizzare e richiede un basso numero di partecipanti, e si può quindi reiterare più volte nel corso del progetto a partire dalle primissime fasi.

(Per l’analisi dei risultati del card sorting semplificato, leggi il par. Analizzare i risultati del card sorting semplificato o collaborativo).

Card sorting aperto vs chiuso

Card sorting aperto per l'internet banking di Intesa Sanpaolo
Foto e copyright: Accenture Song e Intesa Sanpaolo.

Il card sorting aperto offre totale libertà di movimento: ciascun partecipante decide sia quali cartoncini raggruppare insieme, sia il numero e il nome dei raggruppamenti stessi. Il card sorting chiuso pone invece dei vincoli: in questo caso le categorie sono già date, e il partecipante può scegliere soltanto quali cartoncini inserire in ogni categoria.

La variante aperta è utile per progettare un’architettura informativa nella sua totalità: per esplorare cioè sia le categorie principali di un dominio, sia gli elementi da includere in ciascuna categoria. La variante chiusa è utile per esplorare principalmente cosa va in cosa, dato che le categorie principali sono già date. Secondo l’architetta dell’informazione australiana Donna Spencer, la versione chiusa va adottata quando:

  • siamo relativamente sicuri che le categorie principali o il sistema di classificazione scelti funzionino bene, e vogliamo esplorare soprattutto quali elementi specifici collocare all’interno di questo sistema
  • abbiamo un insieme di categorie che non possono essere cambiate, e l’obiettivo è individuare la migliore collocazione di ciascun elemento all’interno delle categorie predefinite
  • dobbiamo aggiungere nuovi contenuti all’architettura dell’informazione attuale.

La variante ibrida è un incrocio delle due precedenti: le categorie sono già definite (come nella variante chiusa) ma i partecipanti possono introdurne di nuove (come nella variante aperta).

Card sorting moderato vs non moderato

Il card sorting moderato avviene sotto la supervisione di un facilitatore che guida e interagisce con i partecipanti (a distanza o in presenza). Il facilitatore invita i partecipanti a pensare ad alta voce (thinking aloud) e può intervenire direttamente chiedendo loro di spiegare meglio le ragioni di certe scelte.

Il card sorting non moderato, viceversa, non prevede un facilitatore: i partecipanti eseguono l’attività da soli, solitamente via web attraverso una piattaforma digitale (vedi sotto Analisi dei risultati).

La versione moderata è un metodo essenzialmente qualitativo: il thinking aloud e l’interazione faccia a faccia tra facilitatore e partecipante consentono di raccogliere indizi utili a comprendere meglio i risultati. In questo caso il numero di persone da coinvolgere può essere relativamente basso, e l’analisi dei risultati esplorativa anziché statistica. L’interazione faccia a faccia (qualità) compensa infatti il minor numero di partecipanti (quantità).

La versione non moderata, viceversa, è un metodo essenzialmente quantitativo: perdiamo i benefici dell’interazione faccia a faccia ma guadagniamo nel numero di persone che possiamo coinvolgere. La piattaforma solitamente ci fornisce anche una prima elaborazione statistica dei risultati, risparmiandoci tempo e lavoro.

Card sorting individuale vs collaborativo

Card sorting collaborativo per il re-design di  un e-commerce.

Il card sorting individuale è eseguito da una sola persona alla volta, mentre il card sorting collaborativo è eseguito da piccoli gruppi (2-4 persone alla volta).

In genere uso la variante collaborativa in abbinamento a quella semplificata. I plus della variante collaborativa sono l’interazione verbale all’interno del gruppo che esegue il lavoro insieme, la maggiore velocità. Quando le persone svolgono insieme un compito, sono portate naturalmente a discutere fra loro: questo ci aiuta a raccogliere indizi e spunti che integrano e illuminano il risultato. Per il resto il meccanismo è lo stesso della variante semplificata. I gruppi eseguono l’attività a turno, uno dopo l’altro:

  • il 1° gruppo lavora sull’architettura informativa di partenza
  • il 2° gruppo lavora sull’architettura elaborata dal 1° gruppo
  • il 3° gruppo sull’architettura elaborata dal 2° gruppo
  • e così via.
Nel card sorting collaborativo ogni gruppo lavora sull’output di quello precedente.

I membri di ciascun gruppo lavorano in sinergia, discutendo insieme le scelte da fare. Gli altri gruppi non devono assistere: entreranno nella stanza solo quando è il loro turno, e usciranno appena terminato; questo per evitare che il gruppo all’opera possa essere influenzato o inibito dalla presenza degli altri. In altre parole, ad ogni turno saranno presenti soltanto 1-2 facilitatori, e il gruppo attivo in quel momento.

I gruppi non devono essere troppo ampi: 2-4 persone al massimo; l’interazione contemporanea di troppe persone può generare fenomeni di paralisi, leadership o inibizione. Mantenendo invece basso il numero di persone che lavorano contemporaneamente su un’architettura, il problema si riduce.

(Per l’analisi dei risultati del card sorting collaborativo, leggi il par. Analizzare i risultati del card sorting semplificato o collaborativo).

Quante persone coinvolgere

Sul numero di persone da coinvolgere nel card sorting si è dibattuto a lungo. Ricordiamoci che si tratta di un metodo empirico per ricavare input progettuali: nella prassi lavorativa non ci serve avere risultati statisticamente significativi, cosa invece richiesta in un progetto di ricerca scientifico. Anche se non esistono numeri magici, Donna Spencer dà alcuni suggerimenti pratici.

Quando vuoi ottenere alcune indicazioni di massima o controllare che le tue idee siano sulla buona strada, puoi coinvolgere pochi soggetti, 5-6 persone o gruppi. In questo caso, il card sorting non dovrebbe essere l’unica forma di ricerca con le persone. […] Se hai bisogno di esplorare un’idea a fondo, devi coinvolgere molti soggetti, abbastanza da poter individuare le aree in cui le risposte sono coerenti e dove differiscono.

Ma cosa vuol dire “molti”? Nei casi in cui devi coinvolgere molti soggetti, inizia con 10 persone o gruppi. (Se stai confrontando gruppi di persone, coinvolgi 10 persone per ogni gruppo). Quindi fai un’analisi preliminare e valuta se hai informazioni sufficienti. Potresti scoprire che hai bisogno di più dati o che devi perfezionare il card sorting per raggiungere meglio i tuoi obiettivi. Non aver paura di cambiare (Donna Spencer, Card Sorting, pp. 127-129).

Analizzare i risultati

Analisi manuale vs automatica

L’analisi dei risultati del card sorting può essere fatta manualmente o con il supporto di software. L’analisi manuale usa i fogli di calcolo (excel o simili). Quella automatica sfrutta tool online. I tool possono essere usati sia per la conduzione sia per l’analisi dei risultati, oppure per una soltanto di queste fasi. Questi sono quelli più popolari.

Tool gratuiti

Tool a pagamento

Fra questi, quello che prediligo per usabilità e potenza nell’analisi dei risultati è Optimal Workshop (non ho alcuna affiliazione con questa piattaforma, ma ne apprezzo la facilità d’uso e l’efficacia nella restituzione dei risultati).

Analisi esplorativa vs statistica

Dendrogramma: card sorting per il sito web Trentino Sociale
Cluster analysis: dendrogramma.

L’analisi dei risultati di un card sorting può essere di tipo esplorativo o statistico (sia che avvenga a mano sia attraverso tool online).

L’analisi di tipo esplorativo consiste nel giocare con i dati per trarne insegnamenti rapidi e nuove prospettive. L’analisi esplorativa è divertente e facile. Incoraggia a scavare e a trovare schemi e idee da usare subito. [Questo tipo di analisi] aiuta a esaminare: quali gruppi formano le persone; quali schemi di classificazione usano; quali contenuti vengono inseriti in ciascun gruppo; dove sono collocate le singole card; quali parole usano le persone per descrivere i loro gruppi.

Se il tuo obiettivo è ottenere indicazioni generali, puoi usare sia l’analisi esplorativa sia quella statistica (o entrambe). Se hai solo una piccola quantità di dati, limitati all’analisi esplorativa: quella statistica è probabilmente eccessiva. Se hai molti dati, inizia con l’analisi esplorativa, e passa a quella statistica se riteni che possa fornirti approfondimenti (Donna Spencer, Card Sorting, pp. 176-177).

L’analisi di tipo statistico è più granulare e richiede anche maggiore impegno; essa si basa sulla cluster analysis che permette di ricavare matrice di similarità, analisi centrata sul partecipante, dendrogramma.

Il card sorting semplificato, per sua natura, non richiede l’analisi statistica ma soltanto quella esplorativa.

Approfondisci

Analizzare i risultati del card sorting semplificato o collaborativo

Analisi dei risultati di un card sorting collaborativo
Il “film”: i round di un card sorting collaborativo in successione. La tavola 00 è l’architettura di partenza, le tavole 01-04 sono l’output dei rispettivi gruppi.

Nel caso del card sorting semplificato o collaborativo, l’interpretazione dei risultati deve considerare l’intero percorso non solo l’esito finale: come si è arrivati a quell’architettura dell’informazione? cosa ha indotto le persone a classificare gli elementi in quel modo? perché? Per questo è importante invitare i partecipanti a pensare ad alta voce, come nei test di usabilità. Conta il viaggio che si compie, non solo la destinazione.

Ingrandendo ripetutamente le foto scattate nel parco, e appendendole in sequenza, il protagonista di Blow-up di Michelangelo Antonioni capisce di aver fotografato un omicidio. Nel card sorting semplificato o collaborativo dobbiamo fare lo stesso: concentrarci non sul singolo fotogramma (il risultato finale) ma sul film (l’itinerario complessivo che ha portato a quel risultato). Come il protagonista di Blow-up, dobbiamo disporre in sequenza l’esito di ogni round e comprendere le motivazioni che hanno spinto le persone a fare certe scelte, aiutandoci con gli appunti e le registrazioni.

Perciò, al termine di ogni round, è importante

  • fare una foto del risultato (o uno screenshot, nel caso di sessioni a distanza)
  • disporre le foto una vicina all’altro in ordine cronologico
  • ricostruire il “film” e farne l’analisi.

Interpretare i risultati

L’architettura dell’informazione che emerge dal card sorting non va presa e applicata tale quale acriticamente, ma va analizzata e interpretata. Più che una soluzione essa è un indicatore del modo di pensare delle persone.

Durante l’attività i partecipanti creano gruppi di cartoncini. Ma questo non vuol dire necessariamente che essi vogliono che il sito sia organizzato così. Tutto ciò che hanno fatto è creare dei gruppi. Sta a te interpretare che cosa significa (Donna Spencer, Card Sorting, pp. 235-237).

A volte i risultati ci restituiscono strutture piuttosto definite: vi è cioè convergenza verso un modello prevalente. Ma non sempre è così. In ogni caso, anche quando i risultati sono più frastagliati, conta soprattutto ciò che possiamo leggere fra le pieghe. Nelle forme moderate in particolare, l’interazione diretta partecipante-facilitatore svela molto più del risultato finale in sé e per sé. Insomma, la bellezza del card sorting sta nella sua capacità di suscitare domande più che soluzioni pronte all’uso; domande capaci però di accendere luci, di farci vedere il mondo da una prospettiva diversa. Non più la nostra ma quella degli altri.

Strumenti complementari

Free listing

Il card sorting serve a esplorare il come: come le persone organizzano un set di elementi dati. Presuppone quindi che sia già stato definito il cosa: gli elementi da organizzare. Il free listing ci viene in soccorso se non abbiamo ancora definito questi ultimi (ad esempio nel caso di un progetto ex novo; o nel caso di un redesign che metta in discussione non solo il come ma anche il cosa).

Il free listing è una tecnica di co-design utile sia a definire i contenuti di un dominio specifico, sia a scoprire le parole usate dalle persone per indicare i contenuti stessi. Ai partecipanti viene chiesto di elencare una lista di elementi relativi a un determinato tema; ad esempio: “elenca fino a dieci contenuti/servizi che ti aspetti di trovare nella app per la raccolta differenziata”. La lista che si ottiene viene quindi elaborata eliminando le risposte non pertinenti e accorpando quelle simili. Per le risposte simili, facciamo molta attenzione alle parole: scegliamo pure le forme più frequenti come preferite, ma teniamo traccia anche delle varianti, ci torneranno utili per la progettazione dell’architettura informativa e della ricerca.

Valutazione d’importanza

Valutazione d’importanza con la tecnica del bull’s eye (foto e copyright: Accenture Song e Intesa Sanpaolo).

Il numero di cartoncini impiegati in un card sorting non dovrebbe essere maggiore di 60-70: un numero superiore infatti richiederebbe ai partecipanti un tempo e uno sforzo eccessivo; i partecipanti potrebbero stancarsi ed eseguire in modo trascurato l’attività. Ecco perché se il numero di elementi che vogliamo studiare è elevato, abbiamo bisogno di isolarne un sottoinsieme, e lavorare solo su questo. La valutazione d’importanza ha proprio questo scopo. Può essere realizzata:

  • in forma di questionario, online o offline
  • con la tecnica del bersaglio o bull’s eye, soprattutto nei workshop collaborativi.

Il questionario chiede ai partecipanti di valutare, attraverso una scala Likert, l’importanza di una lista di elementi – le voci emerse da un precedente free listing, i contenuti di un ambiente o servizio esistente ecc. Il bull’s eye è più coreografico: ai partecipanti si chiede di disporre gli elementi della lista sulla sagoma di un bersaglio, posizionando al centro quelli più importanti, alla periferia quelli meno importanti.

Esempi e case history

Trentino Sociale

La progettazione dell’architettura dell’informazione di Trentino sociale, il sito dei servizi sociali della Provincia autonoma di Trento, ha utilizzato free listing, valutazione d’importanza e card sorting classico non moderato (condotto online): Come abbiamo progettato il sito Trentino Sociale.

Eurostar

Eurostar è il servizio ferroviario ad alta velocità che collega il Regno Unito con l’Europa continentale. Per il redesign del suo sito web è stato usato un card sorting classico non moderato (online): Eurostar Card Sorting Case Study.

Politecnico di Singapore

Il redesign del sito del Politecnico di Singapore ha sfruttato il card sorting classico in combinazione con altri strumenti: A case study in user research methodologies: Redesigning the website for Singapore Polytechnic.

Intesa Sanpaolo

L’uso del card sorting collaborativo e moderato per il redesign dell’internet banking di Intesa Sanpaolo è approfondito nel mio libro

Guide

Encyclopedia of Human-Computer Interaction

La guida online più completa sul card sorting è quella della Encyclopedia of Human-Computer Interaction.

Donna Spencer, Card Sorting

Il libro migliore sul card sorting è quello di Donna Spencer, Card Sorting. Designing Usable Categories, Rosenfeld Media.