Il design della navigazione: un riepilogo

Nel corso degli anni ho dedicato diversi articoli al design della navigazione. Ho deciso di creare qui un riepilogo, un indice ragionato delle linee guida più rilevanti sulla progettazione della navigazione.

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Nel corso degli anni ho dedicato diversi articoli al design della navigazione. Articoli che spesso io stesso ho faticato a recuperare velocemente. Ho deciso così di creare qui un riepilogo, una sorta di indice ragionato che aggiornerò anche in seguito, per fornire un accesso ragionato ai vari articoli sul tema della navigazione ed evitarne così la dispersione. Piuttosto che alla scrittura di qualcosa di nuovo mi sono dedicato stavolta alla cura del contenuto che c’è già.

Vi è un rapporto diretto fra navigazione, user experience e business. Una cattiva architettura dell’informazione, una navigazione confusa, etichette poco intuitive o percorsi tortuosi, generano costi nascosti che impattano sul business complessivo dell’azienda. Quando gli utenti non trovano ciò che cercano generano più richieste di supporto, non completano il journey o abbandonano il sito. Danneggiando metriche critiche come il tasso di conversione, i ricavi e perfino la fiducia. Migliorare l’organizzazione dei contenuti e la chiarezza dei percorsi di navigazione non è solo una questione di usabilità, ma un fattore strategico per la competitività aziendale.

C’è ancora bisogno del menu di navigazione?

Il menu di navigazione non è solo uno strumento di movimento ma è anzitutto uno strumento di orientamento e identità: serve a capire cosa c’è in un ambiente e come trovarlo. Per questi motivi la navigazione da menu non può essere rimpiazzata da un motore di ricerca, né dall’intelligenza artificiale (almeno per ora).

Linee guida per progettare la navigazione

Per progettare menu di navigazione a misura di persona non esistono numeri magici. Ciononostante ricerche e test empirici forniscono alcune linee guida pratiche.

Organizzare le voci dei menu

Organizzare le voci di un menu pone di fronte a varie scelte: la loro successione (cosa viene prima e cosa dopo, cosa sta vicino a cosa), l’ampiezza (il numero di voci su uno stesso livello) e la profondità (su quanti sotto-livelli sono distribuite le voci). Anche in questo caso non ci sono regole assolute ma linee guida sensibili al contesto. Vale a dire che le scelte vanno sempre commisurate al contesto in cui si sta operando: gli obiettivi, il tipo di contenuto, il pubblico e le sue abitudini. Se questo può sembrare troppo teorico a addirittura aleatorio, in realtà nella pratica è tutto molto più semplice.

Come navighiamo alla ricerca dell’informazione

Le strategie che usiamo per la ricerca dell’informazione sono le stesse che i nostri antenati del paleolitico superiore utilizzavano per la ricerca del cibo. L’area antica del nostro cervello preposta alla ricerca del cibo è stata in seguito adattata alla ricerca dell’informazione. Questo ha importanti ricadute sul modo in cui dovremmo progettare.

Esempi e case study