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Storytelling mediante correlazione. Il progetto ‘La Grande Guerra, i diari raccontano’

Fare storytelling attraverso la correlazione di chunk informativi differenti: un esempio efficace viene dal sito web La grande guerra, nato dalla collaborazione fra il gruppo l’Espresso e l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano.

Il valore delle storie e del contesto è un tema emerso a più riprese in molti interventi al Festival internazionale del giornalismo di Perugia. Andare oltre la notizia: questo è l’obiettivo dell’editoria e del giornalismo oggi. Storia vs notizia; esperienza vs prodotto: storia ed esperienza significano un ecosistema di relazioni, un insieme di contenuti legati fra loro, significano costruzione di senso – e in questa prospettiva il contesto gioca un ruolo cruciale.

In questa direzione va il progetto “La Grande Guerra, i diari raccontano”, nato dalla collaborazione tra il gruppo editoriale l’Espresso e l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano.

La Grande Guerra, i diari raccontano

Come

Le lettere e i diari dei soldati della prima guerra mondiale conservati dall’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano sono stati messi online da L’Espresso e i giornali locali del gruppo (Finegil). Ma puntando sulle correlazioni, e facendo diventare ogni storia il nodo di una storia più ampia, di una rete di relazioni.

Attraverso la classificazione a faccette, ogni storia diventa raggiungibile mediante più chiavi di ricerca ed esplorazione; queste stesse faccette consentono anche di correlare ogni item ad altri simili. Le faccette sono esplicitate nelle tre voci del menu di navigazione principale:

  1. temi
  2. eventi e luoghi bellici
  3. autori.
La Grande Guerra, i diari raccontano

In questo modo si assicura anche apertura e scalabilità, perché il progetto può arricchirsi facilmente di altri elementi che potranno così entrare a far parte della rete di relazioni già tracciata.

Semplicità e complessità

Semplicità e complessità non si oppongono, sono necessarie l’una all’altra. Nelle sue leggi della semplicità, John Maeda sostiene che nell’ambito del design trasmettere la sensazione di semplicità significa rendere l’opposto evidente in una qualche forma esplicita. È il concetto di ritmo, basato sulla modulazione delle differenze. Il design migliore è quello che le sa conciliare, come in questo caso.

Per approfondire