Home > Blog > Bach, l’architettura dell’informazione e il design dell’esperienza

Bach, l’architettura dell’informazione e il design dell’esperienza

Cosa lega il contrappunto e l’improvvisazione jazz all’architettura dell’informazione e allo user experience design? Può un’opera come ‘Bach is in the air’ che gioca su relazioni e nessi sottilissimi offrire una risposta al sovraccarico e alla frammentazione dell’informazione?

Una sintesi musicale inedita. Così è stata definita Bach is in the air. Un omaggio al contrappunto, alla variazione e alla correlazione – aggiungerei. Due pianoforti uno accanto all’altro: da una parte Ramin Bahrami, uno dei maggiori pianisti al mondo, grande interprete di Bach; dall’altra Danilo Rea, fra i più grandi pianisti jazz. Bahrami esegue Bach in versione originale – per così dire, Rea vi costruisce sopra delicatissime variazioni-improvvisazioni. Ma che c’entra Bach con l’architettura dell’informazione e lo user experience design?

Design come relazione

La nostra società post-digitale vive due problemi cruciali:

  • il sovraccarico informativo – il cosiddetto information overload
  • la frammentazione dell’informazione.

Da un lato abbiamo un’abbondanza d’informazione, come mai era avvenuto prima; dall’altra questa sovrabbondanza tende a parcellizzarsi attraverso i molteplici canali e dispositivi proliferati con l’informazione stessa. L’antidoto a entrambi questi problemi sono le relazioni. Il ruolo del design oggi è soprattutto quello di creare relazioni capaci di ricucire assieme i frammenti d’informazione (prodotti, servizi, esperienze), per restituire loro un contesto, una storia, un senso. Le relazioni sono i legami che danno significato a un insieme di elementi isolati, che trasformano un insieme più o meno disseminato in un sistema.

Sono anche quelle che forniscono coerenza alle nostre esperienze sempre più cross-canali. Lo user experience design non è progettare un’interfaccia, un prodotto, e nemmeno un servizio. L’esperienza è contemporaneamente meno e più di tutto questo: l’esperienza è relazione. Se ci pensiamo bene, gli stessi metodi che lo user experience design utilizza sono orientati alle relazioni, sono tessuti: co-design, journey map, experience map ecc.

Cor-relazioni bachiane

Ecco, Bach is in the air è l’emblema perfetto di tutto questo. Ho assistito incantato a quest’alchimia durante Umbria Jazz 2017. L’opera gioca sul contrappunto bachiano avvolgendolo in avanti e all’indietro come un nastro. L’improvvisazione infatti non nasce col jazz, era già presente all’epoca di Bach e anche prima; è probabile anzi che certe fughe siano improvvisazioni trascritte successivamente su spartito. Così abbiamo una musica che nata da improvvisazione e poi fissata sullo spartito ritorna nuovamente all’improvvisazione. Una circolarità perfetta!

Io credo che l’improvvisazione fosse una prassi dell’epoca di Bach, ma allora soprattutto le fioriture venivano fatte con la mano destra, per cui a me piace molto inserire degli elementi che non sono scritti ma che sono in realtà facenti parte del discorso bachiano (Ramin Bahrami).

Le Variazioni Goldberg, l’Offerta musicale, l’Arte della fuga sono architetture informative di una complessità strabiliante, sono opere di design di impressionante attualità; sono esperienze magiche per tutti i sensi.

Per approfondire

Douglas R. Hofstadter, Gödel, Escher, Bach: un’Eterna Ghirlanda Brillante. Adelphi, 1990.